n. 2/22
 
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PARTE I

SAGGI E APPROFONDIMENTI

Diritto
La disciplina delle emergenze fitosanitarie: tra tutela dell’ambiente e salvaguardia delle produzioni vegetali (p. 217)
di Valerio Di Stefano, Bruno Caio Faraglia, Aurora Salituro, Alessandro Monteleone, Maria Rosaria Fidanza

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ABSTRACT:

IT:

È ormai chiaro che la tutela dell’ambiente e della salute umana rivestano un ruolo fondamentale nell’ordinamento nazionale, europeo e internazionale. Allo stesso modo, però, la tutela delle colture e delle produzioni vegetali deve essere garantita per proteggere l’iniziativa economica degli imprenditori agricoli. L’Unione europea, nel corso degli ultimi anni, si è attivata al fine di emanare una disciplina unitaria per tutti gli Stati membri, ponendosi l’obiettivo di armonizzare e uniformare le diverse legislazioni nazionali. Il risultato di tale attività di ricerca si è concretizzato con l’emanazione della Direttiva 2009/128/CE e del Regolamento (CE) n. 1107/2009. Questi atti normativi rappresentano, ad oggi, la fonte primaria nel settore dei prodotti fitosanitari. Nel presente lavoro si è analizzato l’art. 53 del predetto Regolamento, il quale disciplina la gestione delle istanze di autorizzazione di prodotti fitosanitari per situazioni di emergenza fitosanitaria, in deroga alla procedura ordinaria. Nel dettaglio ci si è soffermati sull’emanazione della nuova procedura redatta dal Ministero della Salute di concerto con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, con il Ministero della Transizione Ecologica e con il Ministero dello Sviluppo Economico.

 

EN:

It is now clear that the protection of the environment and human health play a fundamental role in national, European and international law. In the same way, however, the protection of crops and plant productions must be guaranteed to protect the economic initiative of agricultural entrepreneurs. Over the last few years, the European Union has taken steps to issue a unitary discipline for all member states, with the aim of harmonizing and standardizing the various national legislations. The result of this research activity has materialized with the issue of Directive 2009/128/EC and Regulation (CE) no. 1107/2009. These normative acts represent, to date, the primary source in the sector of plant protection products. In this paper, art. 53 of the aforementioned Regulation, which governs the management of applications for authorization of phytosanitary products for phytosanitary emergencies, notwithstanding the ordinary procedure. In detail, we focused on the issue of the new procedure drawn up by the Ministry of Health in conjunction with the Ministry of Agricultural, Food and Forestry Policies, the Ministry for Ecological Transition and the Ministry of Economic Development.

 

PAROLE CHIAVE:

Prodotti fitosanitari, tutela dell’ambiente, Unione europea, emergenza fitosanitaria, articolo 53

Plant protection products, environmental protection, European Union, phytosanitary emergency, Article 53

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Veterinaria


Studio preliminare delle caratteristiche funzionali e allergeniche di caseina A1A1 e A2A2 in latte bovino (p. 239)
di Raffaella Memmola, Alessio Soggiu e Luigi Bonizzi

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ABSTRACT

IT:

Il latte vaccino è uno degli alimenti più usato nell’alimentazione umana. Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha evidenziato differenze tra la variante β-caseina A1A1 e A2A2. In particolare, l’isoforma A2A2 sembrerebbe essere correlata a minori disturbi in ambito cardiopatico, diabetico, nello sviluppo del sistema immunitario del bambino, oltre ad avere una correlazione negativa con determinate allergie e intolleranze. In questo articolo si descrivono le differenze quantitative e qualitative delle due isoforme proteiche e la differente reattività dei pazienti allergici e non nei confronti delle due varianti di caseina.

 

EN:

Cow’s milk is one of the most used foods in human nutrition. In recent years, scientific research has highlighted differences between the β-casein variant A1A1 and A2A2. In particular, the A2A2 variant seems to be linked to minor disorders related to heart, diabetes, and the development of the child’s immune system. This, furthermore, seems to have a negative relationship with certain allergies and intolerances. The aim of this article is to deep dive into the quantitative and qualitative differences of the two protein isoforms and the different reactivity of allergic and nonallergic patients towards the two casein variants.

PAROLE CHIAVE:

Latte vaccino – selezione genetica – differenze β-caseina A1A1 e A2A2 – allergenicità – sindrome metabolica.

Cow’s milk – genetic selection – differences in β-casein A1A1 e A2A2 – allergy – metabolic syndrome

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PARTE II
NOTE E COMMENTI

Omesso rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia e rimedi processuali: spunti sull’impiego dello strumento revocatorio [nota a Cons. di Stato, sent. 28 gennaio 2021 n. 836/2021] (p. 267)
di Andrea Gandino

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ABSTRACT:

IT:

Il vizio dell’atto interno per contrasto con la normativa eurounitaria costituisce vizio di legittimità ed è pertanto deducibile come ordinario motivo di ricorso, soggetto alle ordinarie preclusioni processuali, per cui il giudice nazionale di ultima istanza ha l’obbligo di motivare espressamente il rifiuto di rinvio pregiudiziale in maniera non dissimile dall’obbligo di motivare il rigetto del relativo motivo, in osservanza del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato. Costituendo l’istanza di rimessione una domanda in senso tecnico, a dispetto di quanto ritenuto dalla pronuncia in commento, l’omissione immotivata di pronuncia sul punto integra errore di fatto revocatorio.

 

EN:

The defect in the internal act inasmuch as it infringes European Union law constitutes a defect in legitimacy and may therefore be invoked as an ordinary ground of appeal, subject to the ordinary procedural restrictions, with the result that the national court of last instance is obliged to expressly state the reasons for refusing a prejudicial reference in a manner not dissimilar to the obligation to state the reasons for rejecting the relevant plea, in accordance with the principle of correspondence between the request and the ruling. Since the application for reference is a request in the technical sense, and notwithstanding the ruling in the commentary, an unmotivated failure to rule on the point constitutes an error of revocatory fact.

 

PAROLE CHIAVE:

Omesso rinvio pregiudiziale - domanda in senso tecnico - errore di fatto - revocazione - corrispondenza tra chiesto e pronunciato

Failure to make a pre-judicial reference - request in the technical sense - error of fact - revocation - correspondence between the request and the ruling.

Il caso «Champanillo»: l’evocazione si estende anche ai servizi [nota a CGUE 9 settembre 2021, C-783/19] (p. 301)

di Alberta Martini Barzolai

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ABSTRACT

IT:

La sentenza «Champanillo» del 9 settembre 2021 (C-783/19) afferma per la prima volta come l’evocazione illecita di una denominazione registrata possa avvenire anche per tramite di un servizio. La pronuncia in commento offre l’occasione per ripercorrere l’evoluzione giurisprudenziale in materia di evocazione delle D.O.P. e I.G.P., consentendo di chiarire quali siano gli indici rilevanti ai fini della configurabilità dell’evocazione e quando debba ritenersi esistente nella mente del consumatore un “nesso sufficientemente diretto e univoco” tra il prodotto servile e quello a denominazione registrata. La Corte di giustizia UE chiarisce, altresì, che, ai fini della sussistenza di un’evocazione rilevante ai sensi dell’art. 103, paragrafo 2, lettera b) del Regolamento UE n. 1308/2013, non è necessario che siano accertati anche gli estremi di un atto di concorrenza sleale.

EN:

The Court of justice’s judgment «Champanillo» of 9 September 2021 (C-783/19) concludes for the first time that the unlawful evocation of a protected designations of origin (PDO) may also take place through a service. The decision in comment offers the opportunity to retrace the development of the case law with reference to the evocation of a PDO, making it possible to clarify which elements are relevant for the evocation to take place and when a “sufficiently direct and unequivocal link” between the sign in question and the PDO is estabilished in the mind of the average European consumer. The EU Court of Justice also clarifies that, for the purposes of existence of an evocation pursuant to art. 103, paragraph 2, letter b) of EU Regulation no. 1308/2013, it is not necessary to ascertain also if an act of unfair competition has taken place, since that provision establishes a specific protection which applies regardless of the provisions of national law concerning unfair competition.

PAROLE CHIAVE:

Denominazione di origine protetta – D.O.P. – Evocazione – Indicazioni geografiche – Consumatore medio – Regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari – Concorrenza sleale.

Protected Denomination of Origin – P.D.O. – Evocation – Geographical Indications – average consumer – quality schemes of agriculture and food products – unfair competition.

Il Tribunale di Gorizia contrasta la pubblicità ambientale ingannevole [nota a Tribunale di Gorizia, ord. 25 novembre 2021, RG 2021/712] (p. 329)
di Martina Terenzi

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ABSTRACT
IT:
L’ordinanza in commento risulta di particolare interesse in quanto il Tribunale di Gorizia, per la prima volta, è stato chiamato a pronunciarsi in materia di greenwashing; una pratica commerciale sleale consistente nel dipingere falsamente, in maniera generica e non verificabile i prodotti commercializzati come sostenibili e/o ecologici al fine di creare un’immagine green degli stessi o dell’azienda che li pubblicizza non corrispondente alla realtà. Alla luce della pronuncia in esame, le dichiarazioni ambientali che figurano sull’etichettatura e/o sul packaging dei prodotti agroalimentari e non, così come anche i messaggi pubblicitari ambientali, per evitare il pericolo greenwashing, devono essere chiari, veritieri, accurati e non fuorvianti, oltre che basati su dati scientifici presentati in modo comprensibile.
 
EN:
The order in question is of particular interest as the Court of Gorizia, for the first time, has been called upon to rule on greenwashing, an unfair commercial practice consisting of in falsely depicting, in a generic and unverifiable manner, the products marketed as sustainable and/or environmentally friendly in order to create a green image of them or of the company advertising them that does not correspond to reality. In the light of this ruling, environmental claims on the labelling and/or on packaging of agri-food and non-food products, as well as environmental advertising messages, must be clear, truthful, accurate and not misleading, as well as based on scientific data presented in a comprehensible manner, in order to avoid the greenwashing danger.
 
PAROLE CHIAVE:
Dichiarazioni ambientali – etichettatura ambientale – sostenibilità - pratiche commerciali sleali – pubblicità ingannevole.
Green marketing – green claims - greenwashing – green food.
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PARTE III


DOCUMENTAZIONE

Osservatorio di giurisprudenza alimentare 2/22 (p. 347)

a cura di Rossana Pennazio, Giorgio Remotti, Vito Rubino, Giovanni Stangoni

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Circolare del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali n. 135555 del 23 marzo 2022: Decreto ministeriale n. 15130 del 24 febbraio 2017 – Circolare applicativa

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Circolare del Ministero della Salute n. 013895 del 5 aprile 2022: Indicazioni operative in caso di macellazione d’urgenza al di fuori del macello

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Libri

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Lettera ai direttori

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